domenica 3 agosto 2008
la settima edizione di "Vivere la Faggeta"

lo scenario dell'ultima edizione



laghetto artificiale in località Valle Cupa
L'ASSOCIAZIONE DALIDA' DI SERRASTRETTA
Vi invita a percorrere un itinerario culturale-ambientale. per immagini, che ricalca alcune fasi del tragitto proposto nella manifestazione
“VIVERE LA FAGGETA”.
La manifestazione Organizzata dall’Associazione Dalidà si tiene abitualmente nella prima domenica nel mese di agosto, nel magnifico scenario del bosco di faggi del Monte Condrò di Serrastretta , attraverso la rivisitazione di sapori di un tempo, antichi mestieri, fede, leggenda e tradizione del luogo:

La Madonna protegge dagli incendi la faggeta. La foglia del faggio che è abbondante sotto gli alberi è di natura ignifuga ma la motivazione religiosa viene data come soluzione ad un fenomeno un tempo inspiegabile. Il tappeto di foglie unito alla poca luce fatta filtrare dalla vegetazione del faggio conserva un sottobosco generalmente privo di erbacce.


statua dell'Assunta della chiesetta
sita in c.da Viterale
Raccolta delle foglie come lettiera per gli animali e legna. Alla popolazione era concesso di raccogliere la legna (siccuni) per il fuoco di casa. Il legno di faggio stagionato arde con fiamma alta e si preferisce a quello di castagno che invece scoppietta diffondendo schegge incandescenti che spesso vanno a posarsi sui vestiti sforacchiandoli. Non era raro vedere i gatti di casa con qualche chiazza mancante sul pelo dovuta a qualche scintilla.
Un fenomeno temuto da questo inconveniente era quello di ritrovare in fiamme il pagliaio che era il luogo di rifugio preferito dai gatti.

Con il legno residuo si preparavano le carbonaie che richiedevano molto lavoro e competenza affinchè dalla combustione del legno opportunamente sistemato in coni, coperto di strati di foglie e terra, si ricavasse il prezioso carbone e non un cumulo di cenere.


Divieto assoluto, da sempre, di abbattere alberi in faggeta da parte della popolazione.
Lavorazione del legno come tradizione per le sedie dell’artigianato serrastrettese: abbattimento con asce(gacce) e seghe a mano (struncaturu) , l’arte di trasformare il i grossi tronchi in tavoloni e poi in assi di lunghezza e spessore adeguato ai vari componenti delle sedia o utensili di legno in genere.


Il tutto avveniva nel bosco in modo da trasportare nelle botteghe il minor peso possibile a dorso di asini e muli. Il lavoro di rifinitura e assemblaggio avveniva in paese nei laboratori artigianali.
Ogni artigiano comprava un certo numero di alberi che funzionari del Comune sceglievano di abbattere tra gli esemplari di faggio più maturi. Il ciclo vegetativo avveniva così nel massimo rispetto ambientale



Ancora oggi il Corpo Forestale dello Stato individua gli alberi da abbattere e li contrassegna con apposita marchiatura e sorveglia che tutto avvenga regolarmente
Nelle botteghe a conduzione prevalentemente familiare molte sono ancora le fasi che rimangono pressoché identiche a quelle del passato.